L’ammistrazione da remoto di server linux può essere effettuata in diversi modi, ma il modo più sicuro ed efficiente è sicuramente l’utilizzo di SSH (Secure SHell), un protocollo che permette di stabilire una sessione remota cifrata ad interfaccia a linea di comando con un altro host.
Supponendo di utilizzare un PC con una qualche versione di linux installata per effettuare la connessione remota, tutto ciò che ci occorre è aprire una finestra di terminale o shell (per chi utilizza windows, è possibile sfruttare tool come Putty per effettuare connessioni remote). Siccome è buona norma non utilizzare l’utente root per lavorare, supporremo che utilizziamo nel nostro sistema di casa un utente diverso, ad esempio user-007. Dunque, aprendo il terminale, a linea di comando vedremo un qualcosa di simile:
$user-007\
Ora, normalmente in remoto ci si collega come utente root, ma allora sorge un problema: nel sistema di casa che utilizziamo per effettuare la connessione remota siamo identificati con l’utente user-007, mentre nell’host remoto vogliamo essere identificati come utente root.
Allora il comando che dobbiamo utilizzare è il seguente:
ssh root@indirizzo_ip
dove al posto di indirizzo _ip ovviamente andremo a mettere l’ip del server con il quale vogliamo effettuare la connessione remota. A questo punto ci verrà richiesta la password di sistema relativa all’utente remoto root: una volta inserita, entreremo nel server e potremo gestirlo da linea di comando proprio come facciamo con il nostro sistema linux locale.
Utilizzare PC domestici con linux per lavorare ed effettuare connessioni SSH è decisamente la cosa più sicura ed efficiente per ammistrare un server da remoto: vi sono tool per windows che permettono di utilizzare meccanismi che simulano o lavorano in modo simile ad un sistema linux per amministrare server linux, ma provate per esempio ad uplodare sul server una grande quantità di dati (ad esempio video o altro materiale multimediale). La differenza che potrete osservare parla da sola.
