La virtualizzazione è uno strumento davvero notevole. Per chi sviluppa applicativi che richiedono il testing in diversi ambienti, è sicuramente un importatissimo ed efficientissimo strumento di lavoro.
Per chi non lo sapesse, attraverso la virtualizzazione è possibile utilizzare simultaneamente più sistemi operativi. La macchina Host (quella reale, la macchina fisica) condivide le risorse con una o più macchine Guest (quelle virtuali) : questo è possibile grazie ad applicativi come VirtualBox o Vmware, applicativi che sostanzialmente creano veri e propri sistemi virtuali, con le loro memorie, i loro hard-disk, le loro periferiche, ecc.
Attraverso i programmi di virtualizzazione, dunque, è possibile condividere le risorse di una macchina fisica per creare tante macchine virtuali diverse, ognuna con il proprio sistema operativo installato e con le proprie caratteristiche.
La comodità per gli sviluppatori multipiattaforma è davvero immensa: non è più necessario avere una partizione per ogni sistema operativo installato, con i conseguenti riavvii e le perdite di tempo. Con questo meccanismo, possiamo ottimizzare i tempi e la qualità del nostro lavoro.
In rete sono disponibili diversi programmi per la virtualizzazione, gratuiti o meno, con ovviamente caratteristiche molto diverse. Dopo diversi test, abbiamo tuttavia soffermato la nostra attenzione principalmente su due applicativi: VirtualBox o Vmware .
Le ragioni sono molteplici: sono entrambi gratuiti, hanno una notevole community alle spalle, sono multipiattaforma, relaltivamente semplici da installare e molto ben strutturati.
Seppur entrambi molto interessanti, il primo posto in assoluto come miglior applicativo di virtualizzazione, a nostro avviso, spetta senza alcun dubbio a Vmware .
Abbiamo testato Vmware su una macchina Host decisamente performante con sistema operativo Fedora 9 , creando e installando una macchina Guest Windows Vista.
Il risultato: eccezionale. Semplice e veloce l’installazione di Vmware ; intuitiva e molto ben organizzata l’interfaccia di gestione; facile da utilizzare anche per i “novizi”; ma sopra ogni cosa, ciò che rende davvero meritevole di tanto riguardo questo applicativo è la possibilità di utilizzare i Vmware Tools. Questi fanno davvero la differenza.
Mentre in VirtualBox abbiamo trovato molto rudimentale la gestione delle perifiche e soprattutto la condivisione del mouse, in Vmware, attraverso i Vmware Tools, tutto è assolutamente naturale: le gestione delle perifiche è semplice e veloce, la modalità a schermo intero è molto più comoda rispetto a tutti i concorrenti e, dulcis in fundo, la condivisione del mouse è del tutto naturale. Non vi sono noiose combinazioni di tasti da premere per catturare-rilasciare tale periferica: tutto funziona a “focus”. Quando il mouse entra nella finestra della macchina virtuale, essa ne prende il controllo, quando ne esce lo rilascia senza noie di alcun tipo.
Per chi volesse testare Vmware in ambiente fedora, può seguire la guida raggiungibile qui .
