Il “precrimine” diventa realtà

predpol
fonte: dal web

Un docente di antropologia dell’Università di California a Los Angeles, Jeffrey Brantingham, ha dato vita reale all’idea geniale di Philip Dick di poter fermare i crimini prima che questi accadano.

L’antropologo, supportato da un criminologo e un matematico, è infatti riuscito ad implementare un algoritmo in grado di prevedere i meccanismi che portano alla realizzazione di un crimine: PredPol (PREdictive POLicing) è il nome del software in grado di “leggere il futuro”.

Chiaramente non si tratta di magia: grazie agli algoritmi messi a punto dal team del professore Brantingham è possibile prevedere con precisione impressionante le aree in cui si potrebbero verificare dei crimini. Statistiche alla mano è stato dimostrato che è sufficiente inviare qualche pattuglia nelle aree consigliate dal software per registrare un abbassamento sostanziale della criminalità.

Gli esperimenti effettuati sul campo infatti hanno dimostrato che nella città di Los Angeles, da quando è iniziata l’applicazione e l’utilizzo di “PredPol”, si è registrato un calo netto delle aggressioni e dei crimini violenti. Sul sito ufficiale sono disponibili i dati e le statistiche che dovrebbero dimostrare scientificamente il funzionamento di questo incredibile e rivoluzionario software.

L’applicazione di questo software ha anche un forte impatto economico, perchè a questo punto le pattuglie verrebbero inviate soprattutto in quelle aree urbane in cui si prevede il crimine, senza dover girare “a caso”: inoltre, essendo sufficiente la loro presenza a scoraggiare il criminale, si ridurebbero gli arresti e quindi i costi dei processi e di tutto quanto comporta un procedimento giudiziario.

Certo, il metodo non è infallibile, ma i dati e le statistiche sembrano confermare che la prevenzione dei crimini e il risparmio dei costi sia in effetti possibile.

Presto saranno pubblicati i risultati di altre applicazioni di PrePol in diverse città del mondo (l’Inghilterra dovrebbe essere il primo paese europeo a sperimentare questa tecnologia) e se anche questi dovessero dimostrare le capacità del software allora saremmo di fronte ad una vera e propria rivoluzione per la sicurezza delle nostre città.

Per chi ama la tecnologia, ed in particolare l’utilizzo che di questa se ne può fare per migliorare la nostra vita, questo rappresenta un progetto davvero interessante ed innovativo, nato in contesto accademico ma diventato cuore di un nuovo business e di una nuova azienda.

Speriamo che esempi come questo di PrePol facciano riflettere anche e soprattutto chi decide di non dare le risorse necessarie per sviluppare progetti di ricerca ai nostri apparati universitari: sarebbe un forte motivo di orgoglio ogni tanto vedere progetti di questo tipo nascere e crescere in Italia.