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	<title>Blogrammazione &#187; Reti</title>
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	<description>Programmazione, PHP, JAVA, ASP, Linux, Windows, Ajax, Web 2.0, Web 3.0</description>
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		<title>Google è il Grande Fratello?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reti]]></category>
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		<description><![CDATA[A cosa dobbiamo rinunciare per avere servizi sempre più tecnologicamente avanzati che ci semplificano (e in alcuni casi) allietano la quotidianità? Non è semplice rispondere a questa domanda, soprattutto perchè, per chi vive nel nostro tempo, la tecnologia è ormai necessario quanto l&#8217;ossigeno. Qualche giorno fa ho letto un articolo in cui si racconta l&#8217;ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A cosa dobbiamo rinunciare per avere servizi sempre più tecnologicamente  avanzati che ci semplificano (e in alcuni casi) allietano la quotidianità? Non è semplice rispondere a questa domanda, soprattutto perchè, per chi vive nel nostro tempo, la tecnologia è ormai necessario quanto l&#8217;ossigeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa ho letto un articolo in cui si racconta l&#8217;ultimo attacco portato a <a href="http://www.google.com/" target="_blank">Google</a> da alcune società di consumatori che vogliono vederci chiaro sulle attività e soprattutto sulla quantità, qualità  e tipologia di dati che vengono raccolti dal gigante di Mountain View. E se ci fermiamo un secondo a riflettere, in effetti è qualcosa che fa pensare&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che <a href="http://www.google.com/" target="_blank">Google</a> si trova a fronteggiare le associazioni di consumatori che l&#8217;<strong>accusano apertamente di abusi della privacy</strong> e di non rispettare le basilari regole nello sviluppo del software. Del resto <a href="http://www.google.com/" target="_blank">Google</a> non ha mai nascosto di aver catturato &#8220;per errore&#8221; tutta una serie di dati che sicuramente rientrano nella categoria di &#8220;abuso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In rete ci sono diversi articoli che trattano dell&#8217;argomento, ma il vero quesito che dobbiamo porci è se, per rispettare la nostra privacy, <strong>saremmo disposti a rinunciare a quelli che sono tra i principali servizi forniti da Google (e non solo chiaramente) e che ormai utilizziamo praticamente ogni giorno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Saremmo pronti  a dire &#8220;addio&#8221; a <a href="http://maps.google.com/maps?hl=en&amp;tab=wl" target="_blank">Google Maps</a> per  esempio?</p>
<p style="text-align: justify;">E se pensiamo al mondo mobile la riflessione diventa ancora più complessa: il cellulare è uno strumento che possiamo considerare un pò come  un secondo portafoglio, uno strumento in cui sono contenute informazioni sensibili sui nostri contatti, i nostri messaggi, le nostre fotografie&#8230;insomma di tutto un pò. Con la connessione internet mobile 24 ore su 24 in sostanza questa raccolta indiscriminata di dati potrebbe essere inarrestabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma possiamo rinunciare ad utilizzare questi strumenti con queste caratteristiche e funzionalità che ci permettono di comunicare con il mondo ovunque ci troviamo?</p>

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		<title>Reti &#8211; Wireshark, l&#8217;analizzatore di protocolli</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 06:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Network]]></category>
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		<description><![CDATA[Continua la nostra ricerca dei tools utili per analizzare e controllare le reti. Dopo aver introdotto Bwmon, vediamo ora un tool davvero interessante, Wireshark . Questo è probabilmente il miglior analizzatore di rete disponibile, ed è stato implementato da un team che comprendeva i maggiori esperti mondiali del settore. Il download e l&#8217;installazioni sono davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la nostra ricerca dei tools utili per analizzare e controllare le reti. Dopo aver introdotto <a href="http://www.marcolecce.com/blog/2008/05/12/linux-bwmon-il-miglior-tool-per-misurare-e-controllare-la-banda/">Bwmon</a>, vediamo ora un tool davvero interessante, <a href="http://www.wireshark.org/" target="_blank">Wireshark</a> . Questo è probabilmente il miglior analizzatore di rete disponibile, ed è stato implementato da un team che comprendeva i maggiori esperti mondiali del settore.</p>
<p>Il download e l&#8217;installazioni sono davvero banali, dunque non ci soffermeremo oltre. Una volta scaricata la versione del tool più indicata per il proprio sistema operativo, si esegue il file di setup scaricato e l&#8217;installazione prosegue senza ulteriori richieste.</p>
<p>Lanciato il programma, è possibile eseguire uno scan del sistema per rilevare tutte le interfaccie di rete presenti (LAN, Wireless, ecc.) e scegliere così quella al momento connessa e che vogliamo analizzare.</p>
<p>L&#8217;interfaccia di gestione si presenta in questo modo:</p>
<p><img src="http://www.marcolecce.com/photos/wireshark.jpg" alt="Interfaccia WireShark" align="absmiddle" border="1" height="500" width="600" /></p>
<p>Il cerchio rosso indica il pulsante da premere per attivare il rilevamento delle interfaccie.  Effettuata la scelta, il tool visualizza tutte le informazioni che transitano su tale interfaccia, pacchetto per pacchetto. Ci si rende subito conto della potena di <a href="http://www.wireshark.org/" target="_blank">Wireshark</a> : è possibile analizzare molto in profondità, addirittura entrare nel pacchetto per controllare ogni parte costituente (Frame 1, IP, UDP, ecc.) .</p>
<p>Oltre che tool utile per i sistemisti, <a href="http://www.wireshark.org/" target="_blank">Wireshark</a> può essere un&#8217;ottimo strumento didattico, viste le possibilità che offre. E&#8217; sufficiente una prova per rendersi conto delle sue potenzialità, e consigliamo vivamente di analizzare almeno una volta la propria interfaccia di rete.</p>

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		<title>Linux &#8211; Bwmon: il miglior tool per misurare e controllare la banda</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 08:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi amministra server linux, può essere molto utile monitorare la larghezza di banda utilizzata, soprattutto per quelle macchine che gestiscono parecchi domini. Può succedere in questi casi, che vi siano dei picchi di banda, ed è molto importante capirne i motivi: ecco perchè è così importante conoscere ed imparare ad usare uno strumento come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi amministra server linux, può essere molto utile monitorare la larghezza di banda utilizzata, soprattutto per quelle macchine che gestiscono parecchi domini. Può succedere in questi casi, che vi siano dei picchi di banda, ed è molto importante capirne i motivi: ecco perchè è così importante conoscere ed imparare ad usare uno strumento come <a href="http://bwmon.sourceforge.net/" target="_blank">bwmon</a> .</p>
<p>Questa utility legge i file <em> /proc/net/dev</em> e <em>/proc/uptime</em> per stampare a video la banda usata, anche determinati archi di tempo selezionati dall&#8217;utente, il valore massimo da quando è stato inizializzato il tool ed anche la media della banda utlizziata dall&#8217;ultimo reboot.</p>
<p>Il software necessario è reperibile al seguente <a href="http://prdownloads.sourceforge.net/bwmon/bwmon-1.3.tar.gz?download" target="_blank">link</a>.</p>
<p>L&#8217;installazione è semplicissima e segue la classica compilazione. Per compilare, ci posizioniamo all&#8217;interno della cartella in cui abbiamo &#8220;unzippato&#8221; il file scaricato e digitiamo il comando <em>make</em>:</p>
<p><em>$ make </em></p>
<p>a questo punto possiamo installare il tool, digitando il comando:</p>
<p><em>$ make install</em></p>
<p>e <a href="http://bwmon.sourceforge.net/" target="_blank">bwmon</a> è pronto per iniziare le sue analisi. Vi consigliamo di osservare l&#8217;help che fornisce il tool, raggiungibile con il comando <em>bwmon -h</em>:</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> $ ./bwmon -h</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Linux Network Bandwidth Monitor $Revision: 1.3 $<br />
by Kimmo Nupponen (kimmoon@users.sourceforge.net)<br />
$Date: 2002/05/08 06:33:09 $</em></p>
<p><em>usage: ./bwmon [-b] [-h] [-a] [-m] [-u seconds]<br />
-a Print bandwidth utiliasation in Kbytes rather than Kbits. The default<br />
is to use Kbits<br />
-a Print also average bandwidth since last boot per interface<br />
-m Print maximum bandwidth since launch of this utility<br />
-h Print this help message<br />
-u Update timeout (integer value)</em></p>
<p><em>Use &lt;space-bar&gt; to refresh the screen before update timeout expires<br />
Use &#8216;q&#8217; or &#8216;Q&#8217; to exit this utility</em></p>
<p>Questo è l&#8217;output che visualizzerà l&#8217;help. Ora possiamo finalmente iniziare le nostre analisi, appoggiandoci a questo comodo e preciso strumento.</p>

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		<title>Linux &#8211; Configurare il server di posta Postfix con Courier-Imap e Horde</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 13:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi amministra un server, è importante comprendere a fondo come dovrebbe essere configurato il proprio server di posta, soprattutto perchè in caso di problemi o guasti, deve essere in grado di intervenire e trovare la soluzione nel minor tempo possibile ( soprattutto se il server è una macchina aziendale e magari gestisce la posta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi amministra un server, è importante comprendere a fondo come dovrebbe essere configurato il proprio server di posta, soprattutto perchè in caso di problemi o guasti, deve essere in grado di intervenire e trovare la soluzione nel minor tempo possibile ( soprattutto se il server è una macchina aziendale e magari gestisce la posta della clientela ).</p>
<p>Sul web vi sono molte informazioni e documentazione sulla gestione del server di posta, ma la maggior parte dei tutorial è legato a configurazioni specifiche che molto spesso si discostano parecchio da quella che si sta implementando.</p>
<p>Con questa guida impareremo non solo a configurare un server di posta, ma anche come si gestisce l&#8217;utenza della posta senza l&#8217;ausilio di un pannello di hosting, in modo da comprendere totalmente i meccanismi che guidano la gestione delle mail.</p>
<p>Su un sistema operativo linux, andremo a configurare il server di posta Postfix, il server Courier-Imap e la webmail horde come interfaccia grafica per la visione delle mail.</p>
<p>Noi abbiamo effettuato le prove su un sistema OpenSuse 10.2, ma ciò che vedremo andrà benissimo per qualsiasi sistema operativo linux.</p>
<p><strong>Requisiti</strong></p>
<p>La prima cosa da fare è ovviamente installare tutti i pacchetti che ci servono. Per chi è alle prime armi, consigliamo di utilizzare i meccanismi messi a disposizione da ogni sistema linux per effettuare tali installazione,  come <em>yast</em> o <em>smart</em> per OpenSuse 10.2 o<em> yum</em> per i sistema Debian.</p>
<p>Ecco quello che ci occorre:</p>
<ul>
<li>Il server di posta Postix ( )</li>
<li>Il server imap Courier</li>
<li>La libreria courier-authlib-userdb del server imap Courier</li>
<li>La webmail Horde ( o quella che si preferisce, squirrelmail, ecc. )</li>
</ul>
<p>Installati i pacchetti necessari, procediamo alla configurazione.</p>
<p><strong>Configurazione </strong></p>
<p>Inziamo con la configurazione del Postfix: ovviamente vi sono moltissime configurazione possibili, ognugno è libero di scegliere quella che preferisce e che meglio si adatta alle proprie esigenze. <a href="http://www.postfix.org/VIRTUAL_README.html" target="_blank">Qui</a> è possibile vedere alcuni esempi sulle diverse configurazioni di base: noi implementeremo quella che nel Postfix viene chiamata <em>Domini MailBox Virtuali</em> : questa configurazione permette di utilizzare un elenco di utenti e le corrispondenti mailbox in modo assolutamente indipendente dagli utenti del sistema (per maggiori dettagli leggete il link sopra indicato).</p>
<p>Editiamo il file principale che gestisce la configurazione del Postifx, <em>main.cf</em> , che solitamente di trova nella cartella <em>/etc/postix/main.cf</em> e inseriamo queste direttive:</p>
<p><em>virtual_mailbox_domains = mio_dominio.com<br />
virtual_mailbox_base = /var/mailboxes/<br />
virtual_mailbox_maps = hash:/etc/postfix/virtual_mailbox<br />
virtual_uid_maps = static:5000<br />
virtual_gid_maps = static:5000<br />
virtual_alias_maps = hash:/etc/postfix/virtual </em></p>
<p>Analizziamo come sempre riga per riga le direttive che abbiamo scritto.  La direttiva <em>virtual_mailbox_domains</em> serve per specificare al Postfix i domini per i quali intendiamo creare le mailbox. Nel nostro caso abbiamo un solo dominio, <em>mio_dominio.com</em> .</p>
<p><em>virtual_mailbox_base </em>specifica il prefisso per il percorso di tutte le mailbox virtuali. I tre parametri successivi</p>
<p align="center"><em>                                                   virtual_mailbox_maps = hash:/etc/postfix/virtual_mailbox<br />
virtual_uid_maps = static:5000<br />
virtual_gid_maps = static:5000</em>
</p>
<p align="left">sono molto importanti, perchè configurano il cuore del server di posta. Il primo, <em>                                                   virtual_mailbox_maps</em>, specifica il file che contiene l&#8217;elenco delle caselle di posta presenti nel dominio specificato (<em>virtual_mailbox_domains</em>), nel seguente formato:</p>
<p align="center"><em>user@mio_dominio.com user/</em></p>
<p align="left">I seguenti due campi, <em> virtual_uid_maps </em>e  <em>virtual_gid_maps</em>, sono riespettivamente userid e il groupid dell&#8217;utente che il delivery agent utilizza per scrivere nelle mailbox.</p>
<p align="left">L&#8217;ultimo campo che rimane da vedere è il  <em> virtual_alias_maps </em>: questo è da utilizzarsi quando tra le caselle specificate vi sono dei reindirizzamenti. Il formato è il seguente:</p>
<p align="center"><em>user@mio_dominio.com    altro_user@altrodominio.com</em></p>
<p align="left"> in cui il primo elemento rappresenta l&#8217;origine, mentre il secondo rappresenta la destinazione, ovvero la casella di posta dove il messaggio per <em>user@mio_dominio.com</em> dovrà essere recapitato. Attenzione: quando modifichiamo il file <em>/etc/postfix/virtual</em>, è necessario eseguire il comando:</p>
<p align="center"> <em> postmap /etc/postfix/virtual</em></p>
<p align="left">affinchè le modfiche abbiamo effetto.</p>
<p align="left"> <strong>Creazione Utenti</strong></p>
<p> Vediamo ora la procedura che bisogna eseguire dopo la configurazione del Postfix per creare effettivamente l&#8217;utenza mail:  questo è il punto più importante dell&#8217;articolo, perchè in effetti non vi sono molte risorse disponibili al riguardo.</p>
<ol>
<li>Inserisco la riga per la nuova casella di posta nel file di postfix /etc/postfix/virtual_mailbox:
<p align="center"><em>nome.cognome@mio_dominio.com    nome.cognome/</em></p>
<p align="left"> ovviamente al posto di <em>nome.cognome</em> è possibile utilizzre lo schema di gestione utenza che si preferisce.</p>
</li>
<li>E&#8217; necessario ora rigenerare il file .db lanciando il comando:
<p align="center"><em>postmap virtual_mailbox</em></p>
</li>
<li>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="left">Creaimo l&#8217;utenza imap(courier-auth), che viene scritta nel file /etc/authlib/userdb :</p>
<p><em>userdb </em><em>nome.cognome</em><em>@</em><em>mio_dominio.com</em><em> set uid=5000 gid=5000 home=/var/mailboxes mail=/var/mailboxes/</em><em>nome.cognome</em></p>
<p><em>userdbpw -md5 | userdb </em><em>nome.cognome</em><em>@</em><em>mio_dominio.com</em><em> set systempw</em></li>
<li><em>makeuserdb</em></li>
</ol>
<p>Il primo comando andrà specifica il nome utente e la rispettiva mailbox per il nuovo account di posta. Il secondo comando ci permette di assegnare una password per l&#8217;account in creazione, mentre il terzo e ultimo comando è necessario per scrivere nei relativi file rendendo così effettive le modifiche.</p>
<ol>
<li>Per creare tali utenze, abbiamo usato la libreria libreria <em>courier-authlib-userdb</em> che ci siamo procurati durante la fase di installazione dei requisiti.</li>
<li>Per creare fisicamente (intendiamo le directory) le cartelle del nuovo utente è sufficiente che questo riceva un messaggio, sarà postfix stesso a crearle ed inserire il messaggio ricevuto nella giusta cartella. Nel caso in cui volessimo fare una prova, si può mandare una mail esterna (attraverso cioè una qualsiasi casella di posta funzionante) o interna (dal localhost tramite telnet o sendmail).Nel caso di telnet si procede nel seguente modo:<em>S: telnet qualcheparte 25</em><em>R: 220 qualcheparte Simple Mail Transfer Service Ready</em><em>S: HELO miohost<br />
R: 250 miohost</em><em>S: MAIL FROM:&lt;Marco@miohost&gt;</em><em>R: 250 OK</em></p>
<p><em>S: RCPT TO:&lt;Roberto@suohost&gt;</em></p>
<p><em>R: 250 OK</em></p>
<p><em>S: DATA</em></p>
<p><em>R: 354 Start mail input; end with &lt;CRLF&gt;.&lt;CRLF&gt;</em></p>
<p><em>S: Blah blah blah&#8230;</em></p>
<p><em>S: &#8230;etc. etc. etc.</em></p>
<p><em>S: .</em></p>
<p><em>R: 250 OK</em></p>
<p><em>S: QUIT</em></p>
<p><em>R: 221</em></p>
<p>dove:</p>
<p>*  HELO tuohost<br />
(dove tuohost e&#8217; il nome del server che spedisce il messaggio.<br />
Questo comando e&#8217; usato per identificare il server mittente)</p>
<p>* MAIL tuoindirizzo (dove tuo indirizzo e&#8217; il tuo indirizzo di posta elettronica. Questo comando inizia una transazione di posta dove i dati vengono consegnati ad una o piu&#8217; caselle di posta)</p>
<p>* RCPT indirizzodestinatario (dove indirizzo destinatario e&#8217; l&#8217; indirizzo di posta elettronica del destinatario)</p>
<p>* DATA (questo comando e&#8217; usato per definire il testo del messaggio. Un testo di una e-mail puo&#8217; contenere solo i caratteri compresi nel set dei 128 caratteri dello standard ASCII. La fine del messaggio e&#8217; indicata da una riga contenente esclusivamente la sequenza di caratteri &#8220;&lt;CRLF&gt;.&lt;CRLF&gt;&#8221; . In altre parole devi premere il tasto invio, digitare un punto e premere di nuovo il tasto invio)</p>
<p>* RSET (questo comando specifica che la transazione corrente deve essere interrotta)</p>
<p>* NOOP (questo comando indica che non deve essere eseguita alcuna azione, tranne quella che permette al ricevente di inviare una risposta di OK)</p>
<p>* QUIT (questo comando e&#8217; usato per chiudere la connessione)</p>
<p>E le risposte piu&#8217; comuni:</p>
<p>220 &lt;dominio&gt; Service ready<br />
221 &lt;dominio&gt; Service closing transmission channel<br />
250 Requested mail action okay, completed<br />
354 Start mail input; end with &lt;CRLF&gt;.&lt;CRLF&gt;<br />
421 &lt;dominio&gt; Service not available, closing transmission channel<br />
450 Requested mail action not taken: mailbox unavailable [Es. mailbox occupata]<br />
500 Syntax error, command unrecognized [Es. una riga di comando troppo lunga]<br />
501 Syntax error in parameters or arguments<br />
502 Command not implemented<br />
550 Requested action not taken: mailbox unavailable<br />
551 User not local; please try &lt;indirizzo&gt;<br />
554 Transaction failed</p>
<p>Nel caso di sendmail si procede in questo modo:</p>
<p><em>sendmail user@dominio.com&lt;enter&gt;<br />
From: user@altrodominio.com<br />
Subject: Oggetto messaggio<br />
(riga vuota)</em></p>
<p><em>tutto il testo del messaggio</em></p>
<p><em>.<br />
(un punto solo sulla riga)</em></li>
</ol>

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		<title>I migliori scanner per le vulnerabilità di rete</title>
		<link>http://www.marcolecce.com/blog/2008/03/21/i-migliori-scanner-per-le-vulnerabilita-di-rete/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 12:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Reti]]></category>
		<category><![CDATA[Server]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[Opensource]]></category>

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		<description><![CDATA[Gestire un server, in particolare un server Linux, è un&#8217;attività che richiede parecchio lavoro e costante impegno. Per svolgere al meglio il proprio lavoro, soprattutto se si è responsabili di una macchina, è necessario seguire con attenzione gli aggiornamenti e le security patch rilasciate per il proprio sistama operativo, o per gli applicativi utilizzati. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gestire un server, in particolare un server Linux, è un&#8217;attività che richiede parecchio lavoro e costante impegno. Per svolgere al meglio il proprio lavoro, soprattutto se si è responsabili di una macchina, è necessario seguire con attenzione gli aggiornamenti e le security patch rilasciate per il proprio sistama operativo, o per gli applicativi utilizzati.</p>
<p>Ma è ovviamente molto difficile avere tutto sotto controllo senza un ausilio &#8220;esterno&#8221;: ecco a cosa servono i tool come <a href="http://net.tamu.edu/network/tools/tiger.html" target="_blank">Tiger</a>, <a href="http://nmap.org/" target="_blank">Nmap</a> e <a href="http://www.nessus.org/nessus/" target="_blank">Nessus</a>.</p>
<p>Questi tool hanno diverse caratteristiche interessanti, alcuni sono più precisi, altri più approfonditi, ma comunque hanno uno scopo in comune: permettere all&#8217;amministratore di rete di monitorare il proprio sistema e scoprire le vulnerabilità prima che sia troppo tardi.</p>
<p><a href="http://net.tamu.edu/network/tools/tiger.html" target="_blank">Tiger</a> e <a href="http://nmap.org/" target="_blank">Nmap</a> sono in effetti più semplici da installare ed utilizzare, ma è anche vero che non raggiungono la profondità di analisi e la precisione di <a href="http://www.nessus.org/nessus/" target="_blank">Nessus</a>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo è eseguibile su diversi sistemi operativi, tra i quali ci sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Red Hat ES 3, ES 4, and ES 5 (i386 and x86-64)</li>
</ul>
<ul>
<li>Fedora Core 7 and 8</li>
</ul>
<ul>
<li>SUSE 9.3 and 10.0</li>
</ul>
<ul>
<li>Debian 4 (i386 and amd64)</li>
</ul>
<ul>
<li>FreeBSD 6.0</li>
</ul>
<ul>
<li>Solaris 9 and 10</li>
</ul>
<ul>
<li>Mac OS X 10.5</li>
</ul>
<ul>
<li>Windows 2000, XP, Server 2003, Server 2008, and Vista</li>
</ul>
<ul>
<li>Enterasys Dragon appliance running Dragon 7.2 or later</li>
</ul>
<p>Anche gli altri due tool supportano diversi sistemi operativi, per questo motivo conviene leggere le rispettive documentazioni e le rispettive liste di plugin per capire quale sia il tool che meglio si addice all&#8217;analisi che vogliamo eseguire sul nostro sistema.</p>
<p>In particolare, i link a cui facciamo riferimento sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Documentazione <a href="http://nmap.org/man/it/" target="_blank">Nmap</a></li>
<li>Documenzione <a href="http://www.nessus.org/documentation/" target="_blank">Nessus</a></li>
<li>Documentazione <a href="http://net.tamu.edu/network/tools/tiger.html" target="_blank">Tiger</a></li>
</ul>
<p>Non proseguiamo con ulteriori spiegazioni, visto che la documenzione di ogni tool è veramente esauriente ed intuitiva. Ad ogni modo, rimaniamo come sempre a disposizione per chi incontrasse difficoltà nella configurazione, nell&#8217;installazione o nell&#8217;utilizzo.</p>

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